La storia dell'Autobiografia

Con Autobiografia di uno yogi, Paramhansa Yogananda ci ha lasciato non soltanto l’ispirante racconto della sua vita e del suo viaggio verso la realizzazione del Sé, ma anche uno dei più preziosi gioielli della letteratura spirituale di ogni tempo.

Pochi libri del ventesimo secolo hanno avuto, al pari dell’Autobiografia, un impatto spirituale di portata mondiale; pochi hanno unito spiritualmente l’Oriente e l’Occidente; pochi hanno conquistato il cuore di milioni di lettori con il suo spirito universale, ispirandoli nella ricerca della Verità. Perché pubblicare la prima edizione di quest’opera, quando in inglese si è già raggiunta la tredicesima edizione e il testo in italiano è disponibile da oltre sessant’anni?

Una spiegazione ci viene dallo stesso Yogananda. Parlando del suo capolavoro, infatti, egli disse: «Contiene le mie vibrazioni!». L’Autobiografia di uno yogi, tuttavia, ha assunto la sua forma attuale attraverso numerose edizioni e interventi editoriali, sia prima sia dopo la morte dell’autore. Di conseguenza, la versione originale trasmette in modo più immediato le vibrazioni dell’autore.

La fama dell'Autobiografia

La fama di Yogananda e della sua Autobiografia furono enormi, sia tra le persone comuni che tra i personaggi famosi; nessun oratore dell’epoca ebbe un successo più grande.
Il presidente stesso degli Stati Uniti, Calvin Coolidge, invitò Yogananda alla Casa Bianca.
Anche il presidente del Messico, Señor Portes Gil, lo incontrò, come pure il primo ministro dell’India J. Nehru. Il governo dell’India, inoltre, come gesto di riconoscimento, gli inviò parte delle preziose ceneri del Mahatma Gandhi, che Yogananda mise in uno speciale scrigno nel santuario di Lake Shrine.

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Amelita Galli Curci

La cantante soprano più celebre degli anni venti, l’italiana Amelita Galli Curci, divenne discepola di Yogananda.
«Storie incredibili, ma vere, di santi e maestri dell’India, unite a inestimabili informazioni metafisiche – assai necessarie per equilibrare l’efficienza materiale dell’Occidente con l’efficienza spirituale dell’Oriente – provengono dalla vigorosa penna di Paramhansa Yogananda, i cui insegnamenti mio marito ed io abbiamo il piacere di studiare da vent’anni».

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Thomas Mann

Molti personaggi famosi lessero l’Autobiografia e incontrarono il Maestro, fra questi lo scrittore tedesco Thomas Mann, premio Nobel per la letteratura.

«Questo rinnovato contatto con la sfera yogica, con la sua superiorità mentale sulla realtà materiale e con la sua disciplina spirituale è stato molto istruttivo per me e sono grato [a Yogananda ] per avermi concesso di penetrare in questo mondo affascinante».

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Steve Jobs

In tempi più recenti, fra i personaggi più noti spicca certamente Steve Jobs, il mitico fondatore di Apple. Lesse Autobiografia e fu l’unico libro da lui scaricato sul suo iPad2.
Su sua richiesta cinquecento copie dell’Autobiografia di Yogananda furono distribuite alla sua cerimonia funebre per onorare il capolavoro del grande Maestro.

Fra gli studenti  studenti famosi di Yogananda degli anni venti e trenta  vi furono il direttore sinfonico Leopold Stokowski, l’orticoltore Luther Burbank, George Eastman (inventore della macchina fotografica Kodak), Clara Clemens Gabrilowitsch (figlia di Mark Twain), la soprano italiana Amelita Galli-Curci, Vladimir Rosing (eminente tenore e direttore dell’American Opera Co.) e Luigi von Kunits (direttore della New Symphony Orchestra di Toronto).

Fra gli “appassionati” di Autobiografia di uno yogi vi furono anche l’autore metafisico Brad Steiger; il musicista pop Gary Wright (“Dreamweaver”); l’attore che interpretò Gandhi, Ben Kingsley; l’attrice Olivia Hussey (“Jesus of Nazareth”, “Romeo and Juliet”); Mariel Hemingway (attrice, scrittrice, nipote of Ernest Hemingway), l’autore J.D. Salinger (“The Catcher in Rye”).

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George Harrison

Il celebre musicista Ravi Shankar, che si esibì per il Maestro a Encinitas, diede il libro a un suo amico, George Harrison. George lo diede a tutti i Beatles e John Lennon dimostrò molto interesse. George continuò a regalare copie del libro, da lui firmato, a molti amici, fino alla fine della sua vita.

Mentre ero in India con Ravi Shankar continuavo a dire, ‘voglio conoscere gli yogi dell’Himalaya’ … lui e suo fratello, Raju, mi diedero Autobiografia di uno yogi. Era una copia in inglese. Guardai la copertina e YOGANANDA mi fulminò con gli occhi, ed è tutto – era fatta! Allora lessi il libro ed ebbi la pelle d’oca. Mentre si legge qualcosa talvolta si pensa,’Beh, non sono sicuro di questo. Ma con ‘Autobiografia di uno yogi’ ero totalmente convinto di ogni parola nel libro; la sua purezza e il suo cuore semplicemente fluivano dalle pagine”.

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The Beatles

L’Autobiografia fu un testo molto influente, tra l’altro, sulla cultura giovanile e sulla musica degli anni sessanta e settanta.

Yogananda, insieme a Babaji e a Sri Yukteswar, è uno dei personaggi che appaiono sulla copertina di uno degli album simbolo degli anni sessanta, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles; e proprio ispirandosi ad Autobiografia, gli Yes realizzarono una delle loro opere più ambiziose, l’album Tales from Topographic Oceans.

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Franco Battiato

Il magnetismo continua fra i musicisti di oggi, come il “mistico” cantautore italiano Franco Battiato, che ha iniziato la sua ricerca spirituale proprio da questo libro

Un pensiero su Yogananda.
“Di tanto in tanto arrivava qualche illustre messaggero a ricordarci il motivo della nostra presenza in quella strana colonia. Eravamo detenuti in uno speciale riformatorio. Completamente liberi, si fa per dire, soggetti come eravamo a qualsiasi genere di influenze.
Uno di quei messaggeri, dicevo, si chiamava Yogananda…”

Nel mondo dell’arte, della cultura e della scienza l’interesse nei confronti di un testo profondo come Autobiografia di uno yogi è in continua espansione ed è trasversale, un punto di riferimento e riflessione per la crescita spirituale. Ognuno ha una propria esperienza da raccontare: dal pittore inglese Paul Whitehead al leader degli Yes Jon Anderson, dallo scrittore Joshua M. Greene al regista Giacomo Campiotti, dall’attore Enzo Decaro fino alla neuroscienziata Donatella Caramia. Sono questi alcuni dei testimoni che raccontano l’incontro con il mondo del grande maestro nel libro di prossima pubblicazione con Ananda Edizioni, Yogananda mi ha cambiato la vita di Mario Raffaele Conti ed Elia Perboni.